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Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Foligno, 5 luglio 2026 [it, en, de]

Ricordiamo l’appuntamento di domenica prossima a Foligno. Ci proponiamo una prima discussione orizzontale e globale sulla vicenda della morte di Sara e Sandro. Domenica 5 luglio, alle ore 10:30 presso il Circolo Anarchico “La Faglia”, in via Monte Bianco 23 a Foligno.

[Alleghiamo il testo d’indizione in italiano, con le traduzioni in inglese e tedesco, includendo anche una versione grafica del testo in italiano, riproducibile nei formati A3 o A4 per la stampa].

PDF: Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Foligno, 5 luglio 2026

Continuiamo a parlare di Sara e Sandro

La morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, avvenuta la notte tra il 19 e il 20 marzo a Roma a seguito dell’esplosione e del crollo di un casolare nel Parco degli Acquedotti, ha aperto una ferita che non vuole essere rimarginata. La reazione spontanea del movimento anarchico in Italia e nel mondo è stata in larghissima parte dignitosa, coerentemente con il percorso di vita di due rivoluzionari caduti combattendo. È mancato però finora un vero e proprio momento di confronto. Non è un fatto di cui ci rammarichiamo, anzi pensiamo che i tempi dilatati siano in qualche modo necessari di fronte alla natura di questo evento. Sono inevitabilmente i tempi lunghi del dolore, ma sono anche i tempi lunghi della comprensione materiale dei fatti.

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Continuiamo a parlare di Sara e Sandro [it, en, de]

Considerato che la prima pubblicazione del testo risale a metà maggio, è circolato un promemoria per quest’incontro, assieme a una versione grafica del testo in italiano: Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Foligno, 5 luglio 2026 [it, en, de]

Continuiamo a parlare di Sara e Sandro

La morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, avvenuta la notte tra il 19 e il 20 marzo a Roma a seguito dell’esplosione e del crollo di un casolare nel Parco degli Acquedotti, ha aperto una ferita che non vuole essere rimarginata. La reazione spontanea del movimento anarchico in Italia e nel mondo è stata in larghissima parte dignitosa, coerentemente con il percorso di vita di due rivoluzionari caduti combattendo. È mancato però finora un vero e proprio momento di confronto. Non è un fatto di cui ci rammarichiamo, anzi pensiamo che i tempi dilatati siano in qualche modo necessari di fronte alla natura di questo evento. Sono inevitabilmente i tempi lunghi del dolore, ma sono anche i tempi lunghi della comprensione materiale dei fatti.

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