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Primo Maggio 2026 al Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”

PRIMO MAGGIO 2026
al Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”
via Ulivi 8/B, Carrara

Il Primo Maggio ha da tempo perso il carattere di rottura dei tempi andati, per vestirsi della ritualità delle manifestazioni di testimonianza proprie di questi tempi moderni. Lo stesso discorso potrebbe farsi per svariati altri nostri tradizionali momenti di lotta. Eppure l’odierna realtà sociale – tra incessanti stragi del lavoro e un crescente clima bellicista in cui l’assuefazione all’orrore è a portata di chiunque – necessita oggi come ieri dello scatenamento di quelle cattive passioni di cui parlava Bakunin. Perché solo la forza propulsiva e liberatrice di un’idea e di una pratica rivoluzionaria coerente può dare filo da torcere ai padroni della guerra e dello sfruttamento.

La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio, scriveva un compagno anarchico che per tutta la vita ha unito il pensiero e l’azione. Un’osservazione vera come una ragione di vita, una constatazione che vale più di mille parole. Lo sa bene Alfredo Cospito, recluso in 41 bis per aver continuato a esprimersi senza remore né compromessi, e per cui a maggio scadranno i primi quattro anni di applicazione di quel regime di tortura bianca. Lo sapevano bene Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, compagni anarchici che tutti conoscevamo, tragicamente morti in azione nel mese di marzo a Roma. Sandro e Sara non hanno mai fatto mistero delle proprie convinzioni anarchiche. A dispetto delle farneticazioni dei pennivendoli, non avevano una “doppia vita”. E la loro tenacia si intrecciava a una dolcezza e a una modestia smisurate.

I signori della nuova inquisizione, i produttori di morte che traggono profitti dalla guerra, gli stragisti di oggi e di ieri – responsabili di tutte le stragi di Stato, di matrice neofascista e in combutta con la NATO – non sono certo nella condizione di poter dare lezioni morali agli anarchici. Le forze repressive vorrebbero imporre il silenzio sulla vita e sulle scelte di questi nostri compagni anarchici. Ecco perché quest’anno in occasione del Primo Maggio intendiamo ricordare Sandro e Sara, compagni straordinari che avremmo voluto con noi in questa giornata, e ricordandoli ne difenderemo la coerenza e l’integrità rivoluzionaria avute fino alla fine.

Ci vediamo venerdì 1º maggio alle ore 12:30 al Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” per un pranzo a buffet. Durante tutta la giornata lo spazio sarà aperto con la distribuzione di libri e pubblicazioni anarchiche e libertarie.

Sito internet: https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/
E-mail: circolofiaschi@canaglie.org

PDF con il manifesto agevolmente stampabile in formato A3, o anche come volantino in formato A4: Primo Maggio 2026 al Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”

Presidio in solidarietà con i prigionieri palestinesi. Pisa, 17 aprile 2026

Segnaliamo quest’iniziativa di piazza prevista per venerdì 17 aprile a Pisa.

Presidio in solidarietà con i prigionieri palestinesi. Pisa, 17 aprile 2026

PRESIDIO: VENERDÌ 17 APRILE 2026, ORE 16:30, PIAZZA VITTORIO EMANUELE II, PISA.

Il 30 marzo è stata approvata dal parlamento israeliano la legge per applicare la pena di morte ai prigionieri palestinesi dai 12 anni in su accusati di aver lottato contro l’occupazione israeliana.
Mentre le forze di occupazione israeliane sono ora impegnate in Libano, minacciando di renderlo una nuova Gaza, l’entità sionista va a rafforzare i suoi strumenti di occupazione puntando a colpire ancora i prigionieri, aggiungendo un meccanismo di uccisione “ufficiale” alle pratiche già esistenti.
Questa legge è stata approvata democraticamente in ben tre discussioni parlamentari, dimostrando la vera faccia delle democrazie e la loro mira all’annientamento dei nemici interni ed esterni.
Ad ogni latitudine le lotte anticapitaliste e antimperialiste producono prigionieri ostaggi degli Stati. La solidarietà con loro va portata avanti attraverso il proseguimento delle loro lotte per bloccare gli ingranaggi di un sistema di guerra e sfruttamento.

C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)

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Fuori Alfredo dal 41 bis. Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026

Fuori Alfredo dal 41 bis. Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026

Fuori Alfredo dal 41 bis
Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026

Ai servi del potere dico una cosa sola: potete tenermi in galera per il resto della vita ma rassegnatevi, non riuscirete a togliermi la coerenza e il rispetto di me stesso, né tanto meno il piacere e la voglia di combattervi.
Alfredo Cospito, 2021

Il 41 bis impiegato contro i rivoluzionari è una tra le principali espressioni dell’offensiva repressiva avviata dagli ultimi governi. Alfredo Cospito, anarchico finito in carcere nel 2012 per aver colpito uno dei responsabili del disastro nucleare che verrà, dopo quasi 10 anni veniva trasferito in regime di 41 bis e al contempo messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo. La nuova inquisizione di Stato desiderava un annientamento totale.
Tuttavia, in particolare dopo l’inizio di un lunghissimo sciopero della fame da parte di Alfredo, si è sviluppato un grande movimento di solidarietà internazionale, che ha infranto la coltre di silenzio che vigeva su un regime detentivo prima di allora inviolabile e ostacolato la macchina della repressione.
Risale allo scorso anno la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di una decina di anarchici, tra cui Alfredo Cospito, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis.
A prescindere da condanne e assoluzioni, sappiamo bene come il ministero della galera sia capace di scovare sempre nuove motivazioni per mantenere Alfredo in quella tomba per vivi. Così come sappiamo quanto il 41 bis sia un perno fondamentale nel sistema carcerario. Lo vediamo oggi con la riorganizzazione del regime detentivo al fine di concentrare una consistente parte dei detenuti in alcune carceri in Sardegna.
Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione di questo regime nei confronti di Alfredo, torniamo in piazza contro il 41 bis.
Nell’attuale contesto di guerra la tortura bianca del 41 bis è un monito contro quanti potrebbero decidere di farla finita con lo Stato e il capitalismo. Contro tutti i padroni della guerra, dello sfruttamento e delle tecno-scienze, continueremo sempre a sostenere le ragioni dell’azione diretta e rivoluzionaria.

Presidi
Sabato 14 marzo 2026: Marina di Carrara, piazza Ingolstadt, ore 17:30.
Mercoledì 18 marzo 2026: Pisa, piazza Vittorio Emanuele II, ore 17:30.

PDF: Fuori Alfredo dal 41 bis. Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026