41 tris Giudizio accidentale di un anarchico Reading teatrale di e con Attrice Contro
Sabato 27 giugno, ore 20:30 Aperitivo dalle ore 19:00 Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” via Ulivi 8/B, Carrara
La crisi economica globale porta ad un’escalation di guerra sempre più mondiale, sempre più diffusa e vicina, che è l’unico modo di salvare questo sistema. Per permettersi la guerra gli Stati hanno bisogno di una società interna pacificata, come un cimitero, dove non ci sono più briciole da elargire, solo bastone e galera per chiunque si ribelli. In questo quadro, che si prepara da anni, con una lunga serie di leggi e riforme sempre più securitarie e restrittive, il posto dei rivoluzionari è la galera. Il posto dei rivoluzionari che non stanno zitti è il 41 bis, dove Alfredo Cospito – come già da vent’anni altri rivoluzionari comunisti – è detenuto ormai da quattro anni, con un rinnovo quasi scontato della sua detenzione, a monito per tutti e tutte. Nel frattempo, retate nel mondo anarchico, come sempre per terrorismo, che portano con sé arresti accessori per qualche opuscolo trovato in casa durante le perquisizioni. L’unica soluzione è alzare la testa.
Al fianco di Alfredo Cospito, in solidarietà con i rivoluzionari prigionieri. Presenza in occasione del processo “Trilussa-Trastevere”. Roma, 22 giugno 2026
AL FIANCO DI ALFREDO COSPITO, IN SOLIDARIETÀ CON I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI. ROMA, 22 GIUGNO 2026
È in corso il processo per i fatti avvenuti il 28 gennaio 2023 ai margini di piazza Trilussa e successivamente nel quartiere di Trastevere. Quel sabato pomeriggio veniva convocata una manifestazione in solidarietà con Alfredo Cospito, all’epoca a 101 giorni di sciopero della fame contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. La manifestazione venne circondata e provocata dall’accerchiamento poliziesco, nel tentativo di impedire lo svolgimento di un corteo. Tuttavia in serata i piani della questura non andarono come previsto e su un quadrante della piazza fu la celere a venire a propria volta circondata. Dopo alcuni tafferugli, un corteo spontaneo si mosse per alcune ore nelle vie di Trastevere. Nonostante il fermo di 42 manifestanti, trattenuti in questura fino a notte inoltrata, quello del 28 gennaio è rimasto un significativo momento di piazza nel movimento di solidarietà internazionale del 2022-’23.
Per quei fatti il “Gruppo antiterrorismo” della procura di Roma ha ottenuto il rinvio a giudizio di 13 imputati per resistenza a pubblico ufficiale e porto armi o di oggetti atti a offendere, con numerose circostanze aggravanti. Tra gli imputati anche Sara Ardizzone, compagna anarchica tragicamente morta in azione il 19 marzo assieme al compagno Alessandro Mercogliano. Anche per loro prendiamo l’iniziativa, tornando in piazza ponendo in primo piano non tanto le specifiche vicende repressive che ci coinvolgono in relazione a quella lotta, bensì la solidarietà con i rivoluzionari prigionieri e le contraddizioni aperte nelle istituzioni e nell’apparato repressivo dai rapporti di forza generati da un movimento di solidarietà internazionale.
Lunedì 22 giugno, ore 11:00: presenza di fronte al tribunale di piazzale Clodio, a Roma.
PER LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE TRA GLI OPPRESSI CONTRO TUTTI I PADRONI DELLA GUERRA E DELLO SFRUTTAMENTO CON SANDRO E SARA, PERCHÉ NULLA SIA STATO VANO
Pubblichiamo il manifesto sintetico con i tre appuntamenti di piazza previsti per questo mese tra Roma e Spoleto. Per il 12 e il 15 giugno sono già stati pubblicati dei testi d’indizione e manifesti specifici, mentre per il 22 giugno uscirà a breve un testo.
Fuori Alfredo dal 41 bis Presenze solidali con Alfredo Cospito e con i compagni e le compagne a processo per la mobilitazione del 2022-’23 contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo
Roma, venerdì 12 giugno Ore 09:00, nei pressi del Tribunale di Sorveglianza, via Triboniano. Udienza sul ricorso contro il rinnovo della reclusione in 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito da parte del Ministero della Giustizia.
Spoleto, lunedì 15 giugno Ore 08:30, piazza Pianciani. Udienza del processo sulla manifestazione del 1º novembre 2022 nei confronti di 20 imputati, tra cui Sara Ardizzone, morta in azione il 19 marzo assieme ad Alessandro Mercogliano.
Roma, lunedì 22 giugno Ore 11:00, piazzale Clodio. Udienza del processo sui fatti del 28 gennaio 2023 in piazza Trilussa e nel quartiere Trastevere nei confronti di 13 imputati, tra cui Sara Ardizzone.
Per la solidarietà internazionale tra gli oppressi Contro tutti i padroni della guerra e dello sfruttamento Con Sandro e Sara, perché nulla sia stato vano
Dopo l’iniziativa del 12 giugno nei pressi del Tribunale di Sorveglianza di Roma (in concomitanza con l’udienza sul ricorso avverso al rinnovo della reclusione in 41 bis per Alfredo Cospito), diffondiamo anche l’appuntamento previsto per il 15 giugno successivo a Spoleto.
Sempre al fianco di Alfredo Cospito Sara e Sandro, non vi dimenticheremo mai Spoleto, 15 giugno 2026
Lunedì 15 giugno si terrà a Spoleto un’udienza del processo che vede sul banco degli imputati alcuni tra coloro che scesero in piazza il 1º novembre 2022, accusati di aver partecipato a un corteo spontaneo che attraversò alcune vie del centro storico a seguito del presidio fuori dal carcere cittadino in solidarietà con il compagno anarchico Alfredo Cospito, allora al dodicesimo giorno del suo lungo sciopero della fame contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. Un episodio senz’altro marginale, ma che rappresenta ancora una volta un’occasione per manifestare contro la detenzione del nostro compagno in questo regime di annientamento: è necessario tornare a mobilitarci contro l’estensione indefinita di questo trattamento vendicativo contro un prigioniero che non riescono a piegare.
In questo momento storico dove la guerra caratterizza ogni evento sociale e politico, gli Stati si attrezzano per addomesticare sempre più vasti settori della società e renderli partecipi alle iniquità e devastazioni in atto. Lo Stato italiano non è da meno in questa pratica manipolatoria, con obiettivo principale le scuole di ogni ordine e grado, vero bacino di reclutamento per le nuove forme di leva che si stanno preparando anche nel nostro paese. Ne parliamo con alcuni compagni dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS PER LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE TRA GLI OPPRESSI CONTRO TUTTI I PADRONI DELLA GUERRA E DELLO SFRUTTAMENTO
Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione, il 30 aprile il Ministero della Giustizia ha reso noto il rinnovo per altri due anni del regime di 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Il 12 giugno è prevista l’udienza presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma in merito al ricorso contro il rinnovo da parte del ministero.
Alfredo Cospito è un anarchico imprigionato nel 2012 per aver colpito uno dei massimi responsabili del disastro nucleare che verrà. Dopo quasi 10 anni di carcere, veniva trasferito nel più afflittivo e vessatorio regime detentivo esistente nelle carceri italiane. Un provvedimento in linea con le manovre repressive di tutti gli ultimi governi, quindi palese espressione di politiche di guerra interna, imposto con lo scopo di ammutolirlo e interrompere la circolazione dei suoi testi. Contestualmente, nella fase finale del processo anti-anarchico “Scripta Manent”, veniva messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo.
Il movimento di solidarietà internazionale del 2022-’23, sviluppatosi particolarmente durante il lunghissimo sciopero della fame di Alfredo, ha infranto l’equilibrio politico e repressivo su cui si basava l’intento di annientamento totale rappresentato dalla combinazione del 41 bis con il rischio di una condanna all’ergastolo (all’epoca pressoché certa). Al tempo stesso, quella mobilitazione ha squarciato la coltre di silenzio imposta su un regime detentivo di tortura prima di allora intoccabile. Risale infine allo scorso anno il proscioglimento di 12 anarchici, tra cui Alfredo stesso, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis.
Alfredo Cospito è tutt’oggi recluso in quel regime di tortura bianca, pertanto la mobilitazione non è conclusa. Continuare a lottare contro il 41 bis non ha solamente a che vedere con il carcere e la repressione statale: la reclusione di alcuni rivoluzionari nelle sezioni speciali è un monito alle componenti più vive nell’ambito della lotta contro lo Stato e il capitalismo.
Continuare a lottare contro il 41 bis è quindi parte integrante di una prospettiva rivoluzionaria che non si estingue. Per una libertà autentica e integrale che ancora non esiste in questa realtà, ma che continua a pulsare nei nostri cuori, così come in quelli di coloro che hanno dato tutto sé stessi, fino alla fine e senza mezze misure. Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, anarchici tragicamente morti in azione nel mese di marzo, sono tra questi compagni la cui coerenza e dignità continueranno a turbare il potere. Anche per loro prendiamo l’iniziativa.
VENERDÌ 12 GIUGNO 2026, ORE 09:00: PRESENZA SOLIDALE NEI PRESSI DEL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI ROMA, IN VIA TRIBONIANO.
GET ALFREDO OUT OF 41 BIS FOR INTERNATIONAL SOLIDARITY AMONG THE OPPRESSED AGAINST ALL THE MASTERS OF WAR AND EXPLOITATION
As the four-year application period was coming to an end, the Ministry of Justice announced on April 30 that the 41 bis regime would be extended for another two years for Alfredo Cospito. A hearing regarding the appeal against the Ministry’s decision to extend the regime is scheduled for June 12 at the Supervisory Court of Rome.
Alfredo Cospito is an anarchist imprisoned in 2012 for attacking one of the key individuals responsible for the upcoming nuclear disaster. After nearly ten years imprisonment, he was transferred to the most oppressive prison regime in the Italian prison system. This measure is in line with the repressive maneuvers of all recent governments and is a clear expression of internal war policies imposed to silence him and halt the circulation of his writings. Meanwhile, in the final phase of the anti-anarchist “Scripta Manent” trial, he faced the risk of a life sentence without parole.
The international solidarity movement of 2022–23, which developed during Alfredo’s extremely long hunger strike, shattered the political and repressive balance on which the intent of total annihilation, represented by the combination of 41 bis and a life sentence, was based. At the same time, the movement pierced the veil of silence surrounding a torture prison regime that had previously been untouchable. Finally, last year, 12 anarchists, including Alfredo, were acquitted in Perugia of charges related to publishing a revolutionary anarchist newspaper. The investigation had been a key justification for the transfer to 41 bis.
Alfredo Cospito remains imprisoned under that regime of silent torture, so the struggle is not over. Continuing to fight against 41 bis is not merely a matter of prison conditions and state repression. The imprisonment of certain revolutionaries in special sections serves as a warning to those most active in the struggle against the state and capitalism.
Therefore, continuing to fight against 41 bis is an integral part of a revolutionary vision that won’t die out. For an authentic and complete freedom that does not yet exist in this reality but continues to beat in our hearts and in the hearts of those who gave their all until the very end without reserve. Sara Ardizzone and Alessandro Mercogliano, anarchists who tragically died in action in March, are among these comrades whose coherence and dignity will continue to unsettle power. We take the initiative for them, too.
FRIDAY, JUNE 12, 2026, 9:00 A.M.: SOLIDARITY GATHERING NEAR THE SUPERVISORY COURT OF ROME ON VIA TRIBONIANO.
PRIMO MAGGIO 2026 al Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” via Ulivi 8/B, Carrara
Il Primo Maggio ha da tempo perso il carattere di rottura dei tempi andati, per vestirsi della ritualità delle manifestazioni di testimonianza proprie di questi tempi moderni. Lo stesso discorso potrebbe farsi per svariati altri nostri tradizionali momenti di lotta. Eppure l’odierna realtà sociale – tra incessanti stragi del lavoro e un crescente clima bellicista in cui l’assuefazione all’orrore è a portata di chiunque – necessita oggi come ieri dello scatenamento di quelle cattive passioni di cui parlava Bakunin. Perché solo la forza propulsiva e liberatrice di un’idea e di una pratica rivoluzionaria coerente può dare filo da torcere ai padroni della guerra e dello sfruttamento.
La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio, scriveva un compagno anarchico che per tutta la vita ha unito il pensiero e l’azione. Un’osservazione vera come una ragione di vita, una constatazione che vale più di mille parole. Lo sa bene Alfredo Cospito, recluso in 41 bis per aver continuato a esprimersi senza remore né compromessi, e per cui a maggio scadranno i primi quattro anni di applicazione di quel regime di tortura bianca. Lo sapevano bene Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, compagni anarchici che tutti conoscevamo, tragicamente morti in azione nel mese di marzo a Roma. Sandro e Sara non hanno mai fatto mistero delle proprie convinzioni anarchiche. A dispetto delle farneticazioni dei pennivendoli, non avevano una “doppia vita”. E la loro tenacia si intrecciava a una dolcezza e a una modestia smisurate.
I signori della nuova inquisizione, i produttori di morte che traggono profitti dalla guerra, gli stragisti di oggi e di ieri – responsabili di tutte le stragi di Stato, di matrice neofascista e in combutta con la NATO – non sono certo nella condizione di poter dare lezioni morali agli anarchici. Le forze repressive vorrebbero imporre il silenzio sulla vita e sulle scelte di questi nostri compagni anarchici. Ecco perché quest’anno in occasione del Primo Maggio intendiamo ricordare Sandro e Sara, compagni straordinari che avremmo voluto con noi in questa giornata, e ricordandoli ne difenderemo la coerenza e l’integrità rivoluzionaria avute fino alla fine.
Ci vediamo venerdì 1º maggio alle ore 12:30 al Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” per un pranzo a buffet. Durante tutta la giornata lo spazio sarà aperto con la distribuzione di libri e pubblicazioni anarchiche e libertarie.
Segnaliamo quest’iniziativa di piazza prevista per venerdì 17 aprile a Pisa.
Presidio in solidarietà con i prigionieri palestinesi. Pisa, 17 aprile 2026
PRESIDIO: VENERDÌ 17 APRILE 2026, ORE 16:30, PIAZZA VITTORIO EMANUELE II, PISA.
Il 30 marzo è stata approvata dal parlamento israeliano la legge per applicare la pena di morte ai prigionieri palestinesi dai 12 anni in su accusati di aver lottato contro l’occupazione israeliana. Mentre le forze di occupazione israeliane sono ora impegnate in Libano, minacciando di renderlo una nuova Gaza, l’entità sionista va a rafforzare i suoi strumenti di occupazione puntando a colpire ancora i prigionieri, aggiungendo un meccanismo di uccisione “ufficiale” alle pratiche già esistenti. Questa legge è stata approvata democraticamente in ben tre discussioni parlamentari, dimostrando la vera faccia delle democrazie e la loro mira all’annientamento dei nemici interni ed esterni. Ad ogni latitudine le lotte anticapitaliste e antimperialiste producono prigionieri ostaggi degli Stati. La solidarietà con loro va portata avanti attraverso il proseguimento delle loro lotte per bloccare gli ingranaggi di un sistema di guerra e sfruttamento.
C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna. (Sara Ardizzone)
Fuori Alfredo dal 41 bis. Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026
Fuori Alfredo dal 41 bis Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026
Ai servi del potere dico una cosa sola: potete tenermi in galera per il resto della vita ma rassegnatevi, non riuscirete a togliermi la coerenza e il rispetto di me stesso, né tanto meno il piacere e la voglia di combattervi. Alfredo Cospito, 2021
Il 41 bis impiegato contro i rivoluzionari è una tra le principali espressioni dell’offensiva repressiva avviata dagli ultimi governi. Alfredo Cospito, anarchico finito in carcere nel 2012 per aver colpito uno dei responsabili del disastro nucleare che verrà, dopo quasi 10 anni veniva trasferito in regime di 41 bis e al contempo messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo. La nuova inquisizione di Stato desiderava un annientamento totale. Tuttavia, in particolare dopo l’inizio di un lunghissimo sciopero della fame da parte di Alfredo, si è sviluppato un grande movimento di solidarietà internazionale, che ha infranto la coltre di silenzio che vigeva su un regime detentivo prima di allora inviolabile e ostacolato la macchina della repressione. Risale allo scorso anno la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di una decina di anarchici, tra cui Alfredo Cospito, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis. A prescindere da condanne e assoluzioni, sappiamo bene come il ministero della galera sia capace di scovare sempre nuove motivazioni per mantenere Alfredo in quella tomba per vivi. Così come sappiamo quanto il 41 bis sia un perno fondamentale nel sistema carcerario. Lo vediamo oggi con la riorganizzazione del regime detentivo al fine di concentrare una consistente parte dei detenuti in alcune carceri in Sardegna. Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione di questo regime nei confronti di Alfredo, torniamo in piazza contro il 41 bis. Nell’attuale contesto di guerra la tortura bianca del 41 bis è un monito contro quanti potrebbero decidere di farla finita con lo Stato e il capitalismo. Contro tutti i padroni della guerra, dello sfruttamento e delle tecno-scienze, continueremo sempre a sostenere le ragioni dell’azione diretta e rivoluzionaria.
Presidi Sabato 14 marzo 2026: Marina di Carrara, piazza Ingolstadt, ore 17:30. Mercoledì 18 marzo 2026: Pisa, piazza Vittorio Emanuele II, ore 17:30.