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Da Rogoredo a Pisa, non fidarti della divisa. Presidio davanti alla stazione ferroviaria. Pisa, 18 luglio 2026

Diffondiamo il testo sull’appuntamento di piazza previsto oggi a Pisa.

Da Rogoredo a Pisa, non fidarti della divisa. Presidio davanti alla stazione ferroviaria. Pisa, 18 luglio 2026

Domenica 12 luglio la polizia ha pestato un amico.

Non è stato il primo e non sarà l’ultimo. Non siamo qui per chiedere “verità e giustizia” per il nostro compagno. Siamo consapevoli che la democrazia si poggia sulla repressione, e che è lo Stato a detenere il monopolio della violenza. Solo il caso ha permesso che questa vicenda diventasse di pubblico dominio, mediante un video diffuso online.

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L’anarchico rivoluzionario Alfredo Cospito resta in regime 41-bis, respinto il ricorso della difesa [it, en]

L’anarchico rivoluzionario Alfredo Cospito resta in regime 41-bis, respinto il ricorso della difesa

Il 1º luglio 2026 è stato reso noto l’esito dell’udienza del 12 giugno scorso. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha rigettato il ricorso presentato dal difensore di Alfredo contro la decisione del Ministero della Giustizia di rinnovare per altri due anni il 41-bis. Non appena in possesso della documentazione seguiranno aggiornamenti.
Fuori Alfredo Cospito dal 41-bis.
Fuori dal 41-bis i prigionieri rivoluzionari.

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Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Foligno, 5 luglio 2026 [it, en, de]

Ricordiamo l’appuntamento di domenica prossima a Foligno. Ci proponiamo una prima discussione orizzontale e globale sulla vicenda della morte di Sara e Sandro. Domenica 5 luglio, alle ore 10:30 presso il Circolo Anarchico “La Faglia”, in via Monte Bianco 23 a Foligno.

[Alleghiamo il testo d’indizione in italiano, con le traduzioni in inglese e tedesco, includendo anche una versione grafica del testo in italiano, riproducibile nei formati A3 o A4 per la stampa].

PDF: Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Foligno, 5 luglio 2026

Continuiamo a parlare di Sara e Sandro

La morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, avvenuta la notte tra il 19 e il 20 marzo a Roma a seguito dell’esplosione e del crollo di un casolare nel Parco degli Acquedotti, ha aperto una ferita che non vuole essere rimarginata. La reazione spontanea del movimento anarchico in Italia e nel mondo è stata in larghissima parte dignitosa, coerentemente con il percorso di vita di due rivoluzionari caduti combattendo. È mancato però finora un vero e proprio momento di confronto. Non è un fatto di cui ci rammarichiamo, anzi pensiamo che i tempi dilatati siano in qualche modo necessari di fronte alla natura di questo evento. Sono inevitabilmente i tempi lunghi del dolore, ma sono anche i tempi lunghi della comprensione materiale dei fatti.

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«Per cui, senza vittimismi, vi saluto. E se quando vi abbraccerò mi verrà da piangere, non sarà perché credo di aver subito un’ingiustizia od un sopruso, ma perché mi mancherete». Lettera di Sara Ardizzone alle colleghe del gennaio 2018

«Per cui, senza vittimismi, vi saluto. E se quando vi abbraccerò mi verrà da piangere, non sarà perché credo di aver subito un’ingiustizia od un sopruso, ma perché mi mancherete». Lettera di Sara Ardizzone alle colleghe del gennaio 2018

Facendo archeologia nei depositi di una vita di battaglie, abbiamo ritrovato questa tenerissima lettera che Sara scrisse alle colleghe di lavoro nel gennaio del 2018. La lettera nasce a seguito di un licenziamento per ragioni disciplinari, un’insubordinazione a difesa della propria dignità che viene rivendicata a testa alta. Il testo era stato all’epoca inoltrato anche ad alcuni compagni più stretti.
È impressionante dopo tutti questi anni (ri)scoprire come non ci siano differenze né in termini di stile, né soprattutto in termini di orgoglio, di tenacia, di primato assoluto dell’etica, con altri documenti più recenti e “politici” come, un esempio su tutti, la dichiarazione che Sara ha tenuto nel tribunale di Perugia il 15 gennaio 2025 durante l’udienza preliminare del processo Sibilla. A dimostrazione – se mai ce ne fosse bisogno – che Sara era la stessa persona di fronte a tutti: di fronte ai colleghi, di fronte ai compagni, di fronte agli inquisitori. E lo è stata negli anni. Altro che persona solitaria e dalla doppia vita, come hanno scritto alcuni imbrattacarte sempre pronti a suonare la colonna sonora che più aggrada ai potenti.
Il suo anarchismo non ha mai avuto bisogno di ulteriori specificazioni o aggettivi. La sua è stata una personalità di orgoglioso, indomabile individualismo, gelosa custode della sua libertà individuale, rivendicando in ogni occasione di ragionare sempre e solo con la propria testa, senza prendere ordini da nessuno e senza darli a nessuno. Al contempo, e senza linea di contraddizione, anzi con estrema naturalezza, la sua interpretazione universale degli eventi sociali è sempre stata improntata nel segno di un’irriducibile concezione di classe, coerente coi principi anarchici. Una “propaganda col fatto” che ha lasciato il segno su tantissime persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla.

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Continuiamo a parlare di Sara e Sandro [it, en, de]

Considerato che la prima pubblicazione del testo risale a metà maggio, è circolato un promemoria per quest’incontro, assieme a una versione grafica del testo in italiano: Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Foligno, 5 luglio 2026 [it, en, de]

Continuiamo a parlare di Sara e Sandro

La morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, avvenuta la notte tra il 19 e il 20 marzo a Roma a seguito dell’esplosione e del crollo di un casolare nel Parco degli Acquedotti, ha aperto una ferita che non vuole essere rimarginata. La reazione spontanea del movimento anarchico in Italia e nel mondo è stata in larghissima parte dignitosa, coerentemente con il percorso di vita di due rivoluzionari caduti combattendo. È mancato però finora un vero e proprio momento di confronto. Non è un fatto di cui ci rammarichiamo, anzi pensiamo che i tempi dilatati siano in qualche modo necessari di fronte alla natura di questo evento. Sono inevitabilmente i tempi lunghi del dolore, ma sono anche i tempi lunghi della comprensione materiale dei fatti.

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Mercoledì 13 maggio la prossima apertura del Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”

Oggi, 8 maggio, non si terrà l’ormai consueta apertura del venerdì dalle 17:30 alle 19:00. Ci vediamo mercoledì 13 maggio dalle 16:00 alle 18:00 per la prossima apertura dello spazio, con la distribuzione e l’archivio (quest’ultimo solamente in consultazione) di libri e pubblicazioni anarchiche e libertarie. Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”, via Ulivi 8/B, 54033 Carrara (MS).

Stella e stellina

Stella e stellina
La notte si avvicina
Forse è la fine del mondo.
Dell’umanità fin qui vissuta.
Forse è la fine delle illusioni.
Tecnocrati dell’Anticristo, capi di Stato e Re e Regine, Ministri della Guerra intonano preghiere per l’Armageddon al suono della vittoria contro di noi, comuni mortali.
In un attimo senza fine, in un casolare che non ha più pareti ma alberi infiniti, una piccola mano e risoluta e grandi dita delicate provavano una chiave liberatutti.
Qualcosa è andato storto.
Può succedere.
Non doveva succedere.
Li cercheremo sui sentieri della pace tra gli oppressi, incontreremo i loro sguardi chiari nella guerra agli oppressori.
Sandro e Sara
Verrà la libertà

[Divulgata a fine marzo 2026, per i compagni anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone]

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Comunicato sulle perquisizioni a Carrara, Fosdinovo e Sarzana

Divulghiamo il seguente testo sulle perquisizioni e sull’indagine notificata giovedì 9 aprile dalla DIGOS a una compagna e due compagni nei comuni di Carrara, Fosdinovo e Sarzana. Assieme al testo viene anche allegato il manifesto “Un tuono contro il genocidio”, contenente un corposo estratto della dichiarazione di Elias Rodriguez.

Comunicato sulle perquisizioni a Carrara, Fosdinovo e Sarzana

La mattina del 9 aprile 2026, su mandato della procura di Genova, sono state effettuate tre perquisizioni tra Fosdinovo, Carrara e Sarzana con le accuse di istigazione a delinquere e imbrattamento conditi dalla finalità di terrorismo per un attacchinaggio e alcune scritte rinvenute a Sarzana (SP) il 12 febbraio.

Le suddette scritte e i manifesti murali erano inerenti alle politiche di guerra e ai relativi profitti che aziende come la Oto Melara (Leonardo SpA), la Fincantieri e la Elbit, tutte attive anche nel territorio de La Spezia, fanno sulla pelle delle centinaia di migliaia di persone ammazzate nelle guerre dei padroni, come a Gaza, Libano, Iran, Yemen, Ucraina, Russia…

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Un’idea di libertà. Per Sara e Sandro [it, en]

Un’idea di libertà. Per Sara e Sandro

Che il gesto di Sara e Sandro sia stato l’affermazione decisa del “qui e ora” possiamo solo immaginarlo. Da anarchici e da compagni sentiamo forte la necessità di stare al loro fianco e difenderli da chiunque si permetta di calunniarli. E non abbiamo dubbi che la violenza rivoluzionaria sia parte dell’anarchismo e di un’idea antiautoritaria che vorrebbe sradicare qualsiasi tipo di oppressione e gerarchia. Un’idea che si esprime con svariatissimi metodi e che, quando decide di usare la violenza, non colpisce mai nel mucchio, ma mira il suo attacco contro l’oppressione e chi o cosa ne costituisce un ingranaggio.

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