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A Sara

A Sara

Occhi azzurri
che fendono la notte
capelli biondi
che accendono l’oscurità
idea ed azione
in un unico abbraccio
con rabbia e amore
verso questa società
per la vita che sarà.

Continuerai a camminare
con noi,
il tuo cuore palpiterà
ancora
all’unisono
coi tuoi compagni
passati, presenti e futuri,
oltre le sbarre e le macerie
di questa terra desolata
sterilizzata dagli avidi
privi di memoria
e sentimento.

Ma un giorno
un fiore
sorgerà
tra il fango radioattivo,
una bionda ginestra
di speranza e di lotta
che annuncerà
l’ora
della rivoluzione sociale.

Marina di Carrara, 21/3/2026

Comunicato del Soccorso Rosso Internazionale per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano

Comunicato del Soccorso Rosso Internazionale per gli anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano.

Onoriamo Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano, militanti anarchic* cadut* combattendo, a Roma il 20 marzo.

Sara e Sandro sono caduti durante la preparazione di un’azione armata. Al di là di aspetti contingenti, il senso del loro sacrificio sta tutto nella determinazione rivoluzionaria, nella generosità umana, nella coerenza militante, di cui hanno dato prova nel loro percorso di vita.

È anche con queste qualità essenziali che si potranno trasformare le resistenze in un nuovo processo rivoluzionario. Sara e Sandro avevano chiaro che solo sul piano dello scontro aperto si possono sviluppare coscienza di classe, determinazione e forze necessarie ad un processo rivoluzionario. In una società come la nostra, in cui ancora prevalgono il compromesso sociale, la disgregazione e la subalternità, è nei percorsi concreti di rottura, nella coerenza fra progettualità e prassi, e nella corrispondente crescita militante, che si può incidere, che si possono aprire delle brecce e aprire delle prospettive.

Stato e capitale hanno gettato la maschera democratica. Guerre, devastazione e saccheggio, genocidio, sfacciatamente perpetrati, ci riportano alla loro essenza costitutiva, al loro funzionamento economico stesso, sin dalle loro origini.

I fronti di resistenza nel mondo sono il nostro riferimento, sono i nostri punti di forza, attorno cui unirsi, e da cui imparare. Sara e Sandro sono caduti cercando appunto di concretizzare questa solidarietà, questa prospettiva, e con la stessa generosità con cui tant* combattenti nel mondo offrono la loro vita. E in questo, come nelle migliori epoche rivoluzionarie, e come la drammaticità dell’odierna crisi storica, si può fondare un concreto internazionalismo, un futuro rivoluzionario.

Onore a Sara e Sandro e a tutt* coloro che cadono combattendo per la rivoluzione!
Abbattere il capitalismo – costruire la solidarietà!

Soccorso Rosso Internazionale
Zurigo – Conferenza marzo 2026

Non basta una notte per farci sparire

Non basta una notte per farci sparire

Occhi celesti,
un oceano di rabbia.

Un corpo minuto che trasuda determinazione e forza.
Un vulcano in eruzione.
“Mi hai tirato una manganellata e non ho sentito niente!”

Una compagna gentile,
sempre attenta agli altri,
di una generosità rara
su questo pianeta.

… mille altre cose
che le mie parole
non possono descrivere.

Raccolta in posizione fetale
vivo questo grande dolore
… piangendo…
lo accolgo dentro di me.

Per superare questo lutto
e raccogliere
anche solo una briciola
del tuo immenso coraggio.

Mi piace ricordati così:
che esci di casa con Dina,
per raccogliere cicoria selvatica.
Perché la sera c’è una cena benefit
per i compagni.

Ciao Sara,
buon viaggio.

Il tuo cuore batte…
in tutte le nostre notti
di fuoco.

Sempre per l’Anarchia

[Ricevuta via e-mail, in ricordo della compagna Sara Ardizzone].

Più forti della morte [it, es, fr, de, en]

Più forti della morte

C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)

La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona. Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio, insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio.

Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte.

Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio.

Le odierne farneticazioni dei signori dell’inquisizione e della repressione vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le bombe degli anarchici.

Con Sara e Sandro abbiamo condiviso l’inestinguibile passione per il pensiero e l’azione anarchici. Con loro alcuni di noi hanno vissuto, condividendo l’intensità febbrile di momenti che nessun orologio potrà mai scandire. Con loro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato, abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre scelte. Ne siamo certi: quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca, sulla gioia della vita. Tutti noi che li abbiamo conosciuti profondamente sappiamo che non esisteranno mai delle parole adeguate a descriverne la modestia, la dolcezza, la dignità.

Ecco perché la volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni oppressore.

21 marzo 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza

PDF: Più forti della morte

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Más fuertes que la muerte

Hay una enorme diferencia entre la violencia de los oprimidos y la de los opresores: la primera sigue a una etica, la segunda a ninguna.
(Sara Ardizzone)

Nuestra capacidad para decir y comunicar no permite adentrarse en los caminos inexplorados de la responsabilidad por los riesgos asumidos en primera persona. Todo discurso hacia esta dirección se queda necesariamente temporal, inadecuado. Buscar concretamente la libertad – en su forma auténtica e integral, y no en las falsificaciones otorgadas e impuestas por el Estado – significa entrar en la dimensión del peligro, inherente a la busqueda en si misma. En este lugar, nuestras decisiones, a menudo salvajes y solitarias, marcan la huella de un camino sin vuelta atrás. La libertad es una condición que se experimenta poniéndose en juego.

Lo decimos sin ninguna complacencia de retórica: los dos anarquistas hallados muertos después del colapso da una casa rural en Roma, Sara Ardizzone y Alessandro Mercogliano, son nuestros compañeros fraternos, y estamos orgullosos de ello. Los periodistas, plumíferos a sueldo, de los que hemos aprendido los hechos, a través de su papel de desecho, hablan repetidamente de la detonación de un artefacto. Las tomas de distancia preocupadas, que siempre apuntan a asegurarse una vergonzosa protección, no nos pertenecen. Estamos acostumbrados a no creernos ni una palabra de las que salen de la máquina de la propaganda, pero si hubiera un atisbo de verdad en las informaciones “filtradas”, no podemos no detenernos en un hecho fundamental: Sara y Sandro han muerto en la acción, han muerto peleando. La guerra social no es un teatrín, un estilo de vida ni una subcultura. Antes de todo, es una guerra. Sara y Sandro son un ejemplo luminoso del inseparable matrimonio entre idea y acción, que inspira al anarquismo, unos revolucionarios hasta el último instante de sus vidas, y en sus muertes.

Sara y Sandro son, y siempre serán, un pedazo de nuestro corazón, un corazón que no puede hacer otra cosa que rechazar la escritura de un obituario.

Los desvaríos de hoy de los señores de la inquisición y de la represión van de la mano con los desvaríos de los amos de la guerra y de la explotación. Los asesinos, los autores de las masacres, los fabricantes de muerte, gritan al escándalo por las bombas de los anarquistas.

Con Sara y Sandro hemos compartido la inagotable pasión por la idea y por la acción anarquistas. Algunos de nosotros hemos vivido con ellos, compartiendo la intensidad febril de unos momentos que ningún reloj podrá nunca marcar. Juntos con ellos, cuando la máquina de la represión del Estado nos ha investigado, hemos conservado nuestra dignidad y fortalecido la tenacidad de nuestras elecciones. Estamos seguros: esas nuestras jornadas interminables nunca se volverán una memoria descolorida. Momentos que no se apoyaban en chácharas ideológicas, si no en el convencimiento de nuestros caminos, en los sentimientos, en la mutua confianza, en la alegría de la vida. Todos nosotros que los hemos conocido profundamente, sabemos que nunca exisitirán palabras adecuadas para describir su humildad, su cariño, su dignidad.

Aquí es el por qué la voluntad revolucionaria de Sara y de Sandro tiene la fuerza para ir más allá del tiempo, venciendo el sufrimiento y el dolor. Su pasión por la vida será mas fuerte que la muerte. Su honradez siempre será un recordatorio para todos los opresores.

21 marzo 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza

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Plus forts que la mort

Il y a une énorme différence entre la violence des opprimés et celle des oppresseurs: la première suit une éthique, tandis que la deuxième n’en suit aucune.
(Sara Ardizzone)

Notre capacité à dire et à communiquer ne permet pas de s’aventurer sur les chemins inexplorés de la responsabilité des risques pris personnellement. Tous les discours dans ce sens restent forcément temporaires, insuffisants. Rechercher concrètement la liberté – dans sa forme la plus authentique, et pas dans les contrefaçons dispensées et imposées par l’État – cela signifie rentrer dans la dimension du risque inhérent à la recherche elle-même. Dans ce lieu, nos propres choix, parfois sauvages et solitaires, marquent la voie d’une route sans retour. La liberté c’est une qualité dont on fait l’expérience que l’en se mettant en jeu.

Là on le dit sans plonger absolument dans la rhétorique: les deux anarchistes qui ont été retrouvés morts suite à l’effondrement d’un chalet à Rome, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sont parmi nos compagnons fraternels, que nous sommes fiers d’avoir comme compagnons. Les journaleux mercenaires, dont le papier de rebut nous a fait apprendre la nouvelle, parlent à maintes reprises de l’explosion d’un engin. Les inquiètes prises de distance, toujours utiles à s’assurer une sécurité honteuse, ne nous appartiennent pas. On a l’habitude à ne pas croire un mot de ces prononcés par la machine de propagande, mais au cas où il y aurait un brin de vérité dans les informations divulguées, on ne peut pas s’empecher de nous attarder sur un fait fondamental: Sara et Sandro sont morts au combat, en luttant. La guerre social n’est pas une comédie, ni un train de vie ni une sous-culture. C’est avant tout une guerre. Sara et Sandro sont un exemple lumineux de l’indissociable combinaison entre pensée et action qui inspire l’anarchisme, ils auront été des révolutionnaires jusqu’au dernier instant de leur vies, et dans la mort.

Sara et Sandro sont et seront toujours un morceau de notre coeur, un coeur qui ne peux pas faire autre chose que se refuser d’écrire une nécrologie.

Les divagations d’aujourd’hui des seigneurs de l’inquisition et de la répression vont de pair avec celles des patrons de la guerre et de l’exploitation. Les meurtriers, les massacreurs, les fabricants de mort, ils crient au scandale pour les bombes des anarchistes.

Avec Sara et Sandro nous avons partagé l’inépuisable passion pour la pensée et l’action anarchistes. Avec eux, certains d’entre nous ont vécu, en partageant l’intensité fébrile des instants qu’aucune horologe ne pourra jamais marquer. Avec eux, quand la machine de la repression de l’État a enquêté sur nous, nous sommes resté dignes, et nous avons consolidé la ténacité de nos choix. On en est sûr: ces journées là ne deviendront jamais un souvenir flou. Des instants qui ne reposaient pas sur des bavardages idéologiques, mais sur la conviction de nos chemins, sur la confiance mutuelle, sur la joie de la vie. Tous nous, qui les avons connus profondément, on sait qu’il n’y aura jamais des mots appropriées pour décrire leur humilité, leur douceur, leur dignité.

Voilà pourquoi la volonté révolutionnaire de Sara et de Sandro elle a la force d’aller au-delà du temps, en surmontant la souffrance et la douleur. Leur passion pour la vie sera plus forte que la mort. Leur intégrité sera toujours une mise en garde pour tous les oppresseurs.

21 mars 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza

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Stärker als der Tod

Es gibt einen großen Unterschied zwischen der Gewalt der Unterdrückten, zu der Gewalt der Unterdrücker: ersteres folgt einer Ethik, zweiteres nicht.
(Sara Ardizzone)

Unsere Begabung zu reden und zu kommunizieren gestattet es uns nicht, uns auf die unbekannten Pfade der Verantwortung für die selbst eingegangenen Gefahren zu begeben. Jede Äußerung in dieser Richtung bleibt zwangsläufig provisorisch und unzureichend. Konkret nach Freiheit zu streben – in ihrer authentischen und ganzheitlichen Form und nicht in den vom Staat verliehenen und auferlegten Fälschungen – bedeutet, sich auf das Risiko einzulassen, das der Suche selbst innewohnt. An diesem Ort markieren unsere Entscheidungen, die oft einer wilden und einsamen Natur entspringen, die Spur eines Weges ohne Wiederkehr. Freiheit ist eine Eigenschaft, die man erlebt, indem man sich selbst einem Risiko aussetzt.

Wir sagen dies ohne jede rhetorische Beschönigung: Die beiden Anarchisten Sara Ardizzone und Alessandro Mercogliano, die nach dem Einsturz eines Bauernhauses in Rom tot aufgefunden wurden, sind unsere Gefährten, auf die wir stolz sind. Die Schreiberlinge, von deren Schmierblatt wir von dem Vorfall erfahren haben, berichten wiederholt von der Explosion eines Sprengkörpers. Die besorgten Distanzierungen, die stets darauf abzielen, die eigene beschämende Unversehrtheit zu gewährleisten, sind nicht unsere Sache. Wir sind es gewohnt, der Propagandamaschinerie kein Wort zu glauben. Doch sollte es einen Funken Wahrheit in den „durchgesickerten“ Informationen geben, müssen wir uns auf die grundlegende Tatsache besinnen: Sara und Sandro sind in Aktion gestorben, sie sind kämpfend gestorben. Der soziale Krieg ist kein Schauspiel, kein Lebensstil und keine Subkultur. Er ist in erster Linie ein Krieg. Sara und Sandro sind ein leuchtendes Beispiel für die untrennbare Verbindung von Denken und Handeln, dem Anarchismus, den die Revolutionäre bis zum letzten Augenblick ihres Lebens inspiriert, bis in den Tod.

Sara und Sandro sind und bleiben für immer ein Teil unseres Herzens. Ein Herz, das sich nicht verwehren kann, einen Nachruf zu verfassen.

Das Geschwätz der Herren der Inquisition und der Unterdrücker geht Hand in Hand mit dem der Kriegstreiber und Ausbeuter. Nun empören sich jene Massenmörder, die Schlächter und Schöpfer des Todes auf einmal über die Bomben der Anarchisten und wollen einen Skandal daraus machen.

Wir teilten mit Sara und Sandro die unerschöpfliche Leidenschaft für anarchistisches Denken und Handeln. Mit ihnen haben einige von uns zusammengelebt und Momente von fieberhafter Intensität geteilt, die sich nicht mit Uhren messen lassen. Als wir von der staatlichen Unterdrückungsmaschinerie ins Visier genommen wurden, haben wir mit ihnen unsere Würde bewahrt und die Entschlossenheit unserer Entscheidungen gefestigt. Wir sind uns sicher: Unsere endlosen Tage werden niemals zu einer verblassten Erinnerung werden. Wir haben Momente erlebt, die nicht auf ideologischem Gelaber beruhten, sondern auf unserer Überzeugung von unseren Wegen, auf Gefühlen, gegenseitigem Vertrauen und Lebensfreude. Wir alle, die wir sie gut kannten, wissen, dass es keine Worte gibt, die ihre Bescheidenheit, Sanftmut und Würde angemessen beschreiben könnten.

Deshalb hat der revolutionäre Wille von Sara und Sandro die Kraft, die Zeit zu überwinden und Leid und Schmerz zu besiegen. Ihre Leidenschaft für das Leben wird stärker sein als der Tod. Ihre Integrität wird immer eine Mahnung gegen jeden Unterdrücker sein.

21 März 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza

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Stronger than death

There is an enormous difference between the violence of the oppressed and that of the oppressors: the former follows an ethic, the latter doesn’t.
(Sara Ardizzone)

Our ability to speak and communicate does not allow us to venture down the unbeaten paths of personal accountability for the risks we take. Any discussion along these lines remains inevitably tentative and inadequate. To truly seek freedom — in its authentic and complete form, not in the counterfeit versions bestowed and imposed by the state — means entering into the realm of risk inherent in the quest itself. In this realm, our choices — often wild and solitary — carve out a path of no return. Freedom is a quality that is experienced by putting oneself at risk.

We say this without resorting to any rhetorical indulgence: the two anarchists found dead after the collapse of a farmhouse in Rome, Sara Ardizzone and Alessandro Mercogliano, are our close comrades, we are proud to have them as our comrades. The paid hacks, from whose trashy paper we learned of the incident, write about the detonation of an explosive artefact. The attempts to distance oneself, always aimed at ensuring a shameful sense of security, do not belong to us. We are used to never believe what is uttered by the propaganda machine, but if there is a glimmer of truth about the “leaked” information we cannot fail to dwell on the fundamental fact: Sara and Sandro died in action, died in the battle. Social war is not a stunt, a life style or a subculture. It is, first and foremost, a war. Sara and Sandro are a shining example of the inseparable bond between thought and deed which inspires the anarchism, revolutionaries until the very last moment of their lives, and in death.

Sara and Sandro are and will always be a piece of our heart, a heart which simply cannot bring itself to write an obituary.

The rants of today’s lords of the inquisition and repression go hand in hand with those of the warlords and exploiters. The perpetrators of massacres, the mass murderers, the purveyors of death cry out in outrage the scandal of the bombs of the anarchists.

With Sara and Sandro we have shared the unextinguishable passion for the anarchist thought and action. Some of us lived alongside them, sharing the feverish intensity of moments that no clock could ever measure. With them, when we have been under investigation by the repressive machine of the State, we have maintained our dignity consolidated in the tenacity of our choices. We are certain of this: those endless days of ours will never fade into a distant memory. Moments that were not based on ideological rhetoric, but on the conviction of our paths, on feelings, on mutual trust, and on the joy of life. All of us who knew them deeply know that there will never be words adequate to describe their modesty, their tenderness, and their dignity.

This is why the revolutionary will of Sara and Sandro has the strength to go beyond time, overcoming sorrow and pain. Their passion for life will be stronger than death. Their integrity will always serve as an admonishment to every oppressor.

March 21, 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza